
Ciao sono Anna Maria,
alcuni componenti della segreteria di Corus mi conoscono personalmente e li saluto con affetto.
Il mio intento è quello di lasciare sul sito di Corus una testimonianza, la mia personale e fantastica esperienza vissuta con la partecipazione ad uno dei tanti gruppi psicoterapeutici organizzati dall'Associazione Corus(che ringrazio infinitamente), ma soprattutto per l’energia ricavata, nei momenti di difficoltà, dalla partecipazione ai “Week and tematici” dal 2000 ad oggi.
Prima di intraprendere un percorso psicoterapeutico, più di dieci anni fa, mi resi conto che nelle relazioni sociali mi aggrovigliavo sempre intorno alle stesse problematiche e dinamiche.
Fu così che presi LA DECISIONE di approfondire alcuni aspetti relazionali e di introspezione interiore, dapprima con una terapia singola poi attraverso un lavoro di gruppo che è durato ben 4 anni.
Bene oggi dopo tutti questi anni posso serenamente affermare che grazie al lavoro svolto insieme ai miei “compagni di viaggio” ma soprattutto attraverso i lavori che venivano organizzati durante gli incontri nei W.E.tematici, nei quali vi era prima la visione e discussione di un film selezionato dagli psicoterapeuti, che raccontava storie particolarmente adatte, e che mi hanno aiutato a far emergere quelle parti oscure che preferivo seppellire e nascondere nel profondo per non vederle ed evitare quanto più possibile la sofferenza.
Durante la discussione del film emergevano forti le sensazioni provate, proprio quelle che nella vita di tutti i giorni preferivo non affrontare e spingevano la mia attenzione verso l’acquisto di cose materiali…o alla rincorsa di un piacere immediato e provvisorio.
In quei due giorni invece riuscivo a staccare con il quotidiano e mi rendevo conto man mano che andavo avanti che, in quell’ambiente protetto e sapientemente organizzato da persone altamente qualificate, potevo lasciarmi andare, togliermi la corazza che per tanti anni mi aveva aiutato a difendermi dagli attacchi esterni ma soprattutto riuscivo a lasciar cadere le maschere che a seconda del momento indossavo per apparire più forte agli occhi della società, seguendo schemi prestabiliti ma non ciò che ero realmente, perché non mi piacevo affatto ed ero tanto insicura.
In poche parole mi sentivo come un groviglio di lana pieno di nodi da sciogliere, e per ogni nodo dovevo essere disposta a soffermarmi, riflettere, scendere a fondo e capire cosa stava accadendo, quali traumi la mia famiglia involontariamente mi aveva arrecato, come potevo riemergere e cosa potevo cambiare.
Non è facile descrivere in poche righe tutto il lavoro che si svolgeva nei due giorni.
Ogni volta le tematiche e i lavori erano diversi: dalle fantasie guidate alla partecipazione ad uno psicodramma organizzato, dall’elaborazione di un sogno a momenti di confronto diretto con gli altri. Un vero laboratorio, ricco di metafore, stimoli, spunti di riflessione che hanno fatto si che i traumi, le sofferenze e le mie pretese risarcitorie per tutto quello che nell’infanzia mi era stato negato, ora poteva essere visto sotto una lente di ingrandimento, elaborato, sofferto e lasciato andare per continuare il camino e affrontare il presente con zavorre meno pesanti.
E di tutto questo il mio sincero e sentito ringraziamento va a Corus ed a tutte quelle persone, anche quelle di cui ricordo solo il viso e non il nome che sono riusciti a raggiungere il mio IO disorientato, con il loro aiuto abbiamo insieme raddrizzato il timone, ripreso la rotta ed ora sono in viaggio in questa splendida avventura che è la vita.
Anna Maria Novembre