All'inizio del film Christa Maria , la protagonista femminile ,è già dedita all'uso di farmaci, non sappiamo bene quali, ma si intuisce che li prende per darsi coraggio, per "aiutarsi a vivere". Vive nell'insicurezza di sé e nella paura di perdere il successo e sotto a questa paura cela la sua dipendenza dai farmaci. 
E' anche ( questo lo sapremo dopo) l'amante del potente ministro della cultura….ed è qui che il regista comicia a raccontarci il tradimento di Christa Maria verso sé stessa.
  Non amarsi è tradirsi o meglio è tradire il progetto profondo che il nostro Sé ha per ciascuno di noi.
Christa Maria sembra una persona fragile e tormentata,sicuramente non è ancora riuscita a trasformare il dolore delle sue antiche ferite ( ferite intrauterine).
Intanto il Capitano entra nella vita di Georg e Christa Maria, spiandoli fino nei loro momenti più intimi. Prima ne è incuriosito è poi ne resta catturato. Forse è la prima volta che entra in contatto con l'amore, l'amore profondo e donativo di Georg e l'amore-passione della fragile Christa Maria.
Christa Maria organizza una festa per il compleanno di Georg e un'amico regista gli regala uno spartito musicale : "Ballata per la gente buona". Dopo che gli amici se ne sono andati, Georg suona lo spartito regalatogli dall'amico ed il Capitano,che è in ascolto, ha il viso rigato di lacrime per la commozione.
E' qui che mi sembra di poter vedere nascere una vera coralità, come se diverse coincidenze cosmiche contribuissero a creare una possibilità di salvezza per tutti : per il capitano che intravede e riconosce il suo Sé ed il suo progetto, nel salvare i suoi due "spiati"; per Georg che, dopo il suicidio dell'amico, intraprende una dura lotta contro il potere fallico del partito e riesce ad amare sé stesso e Christa, nella libertà ; per Christa Maria che potrebbe scegliere di amarsi e di amare.
Georg scopre che Christa lo tradisce; riesce però a superare il dolore e l'orgoglio ferito, la accoglie e cerca di infonderle fiducia : -…non hai bisogno di lui (il ministro)…non hai bisogno delle pillole…!- E lei risponde : -..chi lo dice?..- Te lo dico io!..- ribadisce lui, ma lei è come se fosse cieca di fronte al suo dono.
E' il suo io –fetale (e l'antica ferita intrauterina) che agisce in lei e la rende cieca a tutto, tranne che al suo dolore, che lei annega nei farmaci.
Christa M. incontra casualmente il capitano al bar, si abbandona al suo Sé personale e sa cogliere l'opportunità che lui le offre con il suo discorso pieno di ammirazione e di umana simpatia: decide di non vedere più il ministro e i ritornare subito da Georg. Quando lui le si avvicina,sul letto, per abbracciarla, lei gli sussurra : -Tienimi stretta!- E' un'invocazione di aiuto, ma lui non può vivere le sue scelte per lei, non può decidere al suo posto, le fa però il raro dono della libertà e riesce ad amarla ben "oltre" il suo tradimento fisico facendo del suo amore una vera opera d'arte. E' qui che Georg fa una sintesi meravigliosa tra amore,saggezza ed arte e crea bellezza (seconda) ,la stessa bellezza che crea il capitano (riuscendo a decidere di uscire dalla sua menzogna esistenziale = partito e a vivere nella "sua" libertà) e che potrebbe creare anche Christa Maria.
E' una bellezza seconda creata nella coralità.
Christa Maria fa quindi un primo passo verso una crescita autentica, aiutata da un progetto a lei ancora invisibile (il Sé personale ed il Sè cosmico), ma dovrà riattraversare un altro dolore per crescere : rinunciare alla sua dipendenza dai farmaci (madre divorante interna). E' solo l' inizio di una possibile svolta. Anche gli amici di Georg intuiscono la fragilità di Christa e lo pregano di non confidarsi con lei.Quando il ministro decide di distruggerla, Christa Maria potrebbe ancora salvarsi, se riuscisse a rinunciare alla sua dipendenza (al suo progetto distruttivo o volontà suicida-omicida).
Il capitano continua a proteggere i due amanti ed anche durante l'interrogatorio di Christa Maria si ha la sensazione che voglia proteggerla…..anche da se stessa!
Christa Maria non ha la forza di resistere agli interrogatori e al carcere. Tradisce ancora se stessa ed anche Georg.Torna a casa sommersa dal senso di colpa e non sa affrontare la colpa reale ,quella di essersi tradita e di conseguenza di aver tradito. Si butta sotto la doccia : sempre quando torna a casa Christa M. si lava, ed è come se volesse lavare via la colpa. Poi in vestaglia,corre in strada, finisce sotto a un camion che passava in quel momento e muore.
Lei non sa che pochi attimi prima, con un abilissimo stratagemma il capitano (ormai solidamente artista della sua vita) li aveva salvati ancora una volta, giocandosi ,lui sì, la carriera!
Immediatamente dopo aver visto il film con i miei amici di Corus ho sentito di essere molto attratta dal personaggio di Christa Maria
Molte volte nella vita mi sono scontrata con atteggiamenti distruttivi, miei e degli altri, una volta però, mi ha segnata molto profondamente. E' stato quando mi sono "incontrata" con l'anoressia della mia figlia più grande.Quando, una mattina, sono entrata per caso nella sua stanza mentre si stava cambiando ed ho visto la sua schiena scheletrica, quasi solo pelle e ossa, è stato come se cadessi in un pozzo senza fondo.Sentivo già tutto il suo disagio, ma ora l'avevo toccato con mano, ero di fronte alla verità.Ho avuto paura di subire l'attrazione del buco nero della volontà suicida e omicida, la mia. Non riuscivo a svegliarmi la mattina e pensare che lei volesse morire. Mi sembrava che quel pensiero dovesse uccidere anche me. Mi sono incontrata con l'impotenza. Ma il mio Sé ha avuto la saggezza di accettare l'aiuto che mi veniva dalla mia terapeuta e da mio marito, che nel momento in cui pareva che io, sempre stata la "più forte",stessi annegando, mi hanno sostenuta ed aiutata. Ho trovato la forza di dirle : "Se tu hai deciso di morire, io non morirò con te." Ricordo quel momento come se fosse ora.
Per molto tempo mia figlia ha fatto come Christa Maria, si è tradita ogni giorno, per mesi, per anni, non amandosi e vivendo dentro ad una menzogna continua. C'erano dei cambiamenti piccoli, quasi impercettibili, c'erano ricadute e nuovi inizi, mentre questo problema si rovesciava su ciascuno di noi, in famiglia, e ci metteva di fronte ai nostri atteggiamenti distruttivi ed al nostro dolore.Mia figlia però, al contrario di Christa Maria, si era agganciata alla sua stella polare, che era ancora sotto le nuvole, nessuno la vedeva, ma c'era, perché lei oggi è uscita dall'anoressia, ha deciso di non voler morire. Lei ricorda quel periodo come estremamente doloroso.
Tutti siamo entrati nel dolore, in modi diversi, ed anche tra di noi si è creata una circolarità d'amore, una coralità. E' stato difficile, ma senza saperlo consciamente (come la coralità che si crea tra Christa, Georg e il Capitano) abbiamo creato la possibilità di trasformare questo grande dolore per crescere, tutti. Oggi, per la prima volta dopo anni, mia figlia mi sorride con un vero sorriso ed io sento che ha cominciato a "vivere".
K.F.



Questo film è pieno di bellezza.
Di quella perduta a causa di una compenetrazione in un "Sistema politico –utero" che ci ordina fin nel dettaglio cosa dobbiamo e cosa non dobbiamo fare, quali sono gli spazi, esattamente delimitati, entro cui possiamo muoverci ma che, soprattutto, non ci dà un obiettivo e non ci riconosce se non entro i suoi stessi limiti e i suoi stessi obiettivi.
Di quella sognata, vissuta attraverso gli stessi personaggi che, spiandoli, si dovevano ricondurre coattivamente entro quegli stessi limiti dettati dal Sistema, ma che invece riescono a mettere a contatto il Capitano con un universo diverso, pur con i suoi limiti e con gli immensi dolori che lo attraversano.
Di quella conquistata attraverso il dono della libertà che viene fatto a chi viene spiato, come conseguenza della libertà che il capitano stesso conquista.
E tutta la bellezza, nel film, trae origine e partenza proprio dal momento in cui il protagonista scopre il doppio tradimento sotterraneo che si cela nella vicenda di Christa Maria. E' in quel momento che il nostro protagonista realizza che il Sistema-Utero non esiste più e non ha una ragion d'essere se non per il piacere e il tornaconto di chi lo gestisce.
L'opera d'arte che viene fuori alla fine della storia, con la pubblicazione del libro "sonata per un uomo buono" è figlia anche della libertà che finalmente, dopo 40 anni di oppressione del regime, i tedeschi dell'est possono godere.
Come afferma Antonio Mercurio, oltre alla bellezza prima, e cioè quella che di è stata data in dono dalla natura, e che è una bellezza soggetta a morte, l'uomo può contribuire a creare una bellezza seconda, un incontro tra il sé personale e il sé cosmico che crea opere d'arte e rende gli uomini che le compiono degli artisti della propria vita e dell'universo intero. Questa è una bellezza immortale.
Il film ci dà la consapevolezza che senza la libertà l'uomo non è capace di estrinsecare la natura artistica che gli è propria e senza la libertà non possiamo ambire a quel processo di crescita che ci porta verso la bellezza seconda.
R.F.





TRADIRE : come?
Colpendo tutto ciò che ostacola lo sviluppo della vita nel suo percorso evolutivo e trasformativo secondo le sue leggi.
Nel film Georg possiede quella che noi potremmo chiamare "bellezza della vita" o "bellezza del vivere" : è giovane, bello, creativo, abbastanza a suo agio nel sistema (a differenza dei suoi amici) e, soprattutto, innamorato e almeno "apparentemente" ricambiato da Christa Maria.Ma la bellezza della vita, che è una forma di bellezza prima viene dalla natura: ora c'è ma può anche non esserci più, o può andare e tornare a seconda del momento, degli eventi, appunto del fluire o meno della vita stessa.
La "Bellezza Seconda", quella che non muore mai, capace di sopravvivere al tempo e allo spazio, è invece un tipo di bellezza che può essere creata solo dall'uomo sì, ma come? Facendo della propria vita un'opera d'arte.
Georg ci riesce attraverso il dolore.Riesce, dopo lo choc per il suicidio dell'amico, a risvegliarsi dal torpore quotidiano, a capire attraverso la continua lotta dei suoi amici contro un sistema dittatoriale che lede le loro libertà e annulla la creatività delle loro anime, a comprendere che l'unico modo per dare senso alla propria vita e a quella degli altri è usare la scrittura come arma di liberazione.
Se ad un uomo togli la libertà di parola, di espressione e di conseguenza la sua creatività cosa rimane se non menzogna e bruttezza?
Georg questo non può più tollerarlo ed è proprio qui che interviene il "Sé corale" a rafforzare e a far esplodere tanta bellezza.
Il capitano che fino a quel momento spiava le loro vite in maniera quasi maniacale, entra nella loro "Bellezza", s'innamora del loro modo di vivere, di esistere e di amarsi (pur con tutte le problematiche di Christa Maria) e si ribella a sua volta al "Sistema" a cui ha giurato fedeltà rendendosi conto di non aver vissuto per nulla la sua vita.Proteggendo Georg e Christa Maria finalmente la spia rompe il muro della propria solitudine e diventa partecipe delle vite di altri. Esce di scena l'osservatore distaccato e anaffettivo ed entra in campo una presenza solidale, coinvolta ed emozionata, testimone a qualsiasi costo della verità e della bellezza.
E di fronte a questa Bellezza della vita non c'è Polizia segreta o punizione che tengano, non importa se si verrà condannati a "svaporare buste" in un sottoscala per il resto dei propri giorni (il capitano non può certo presupporre la caduta del Muro dell' '89!!), non importa più nulla, l'importante è aver scoperto la vita perché non si vive di solo pane ma, come scrive Antonio Mercurio, si vive di pane e bellezza.E la bellezza poi torna sempre, quando si mettono in moto i meccanismi della vita, quando il nostro Sé si ricongiunge con il Sé cosmico non può non scaturire "Bellezza Seconda"…
dedicato a HGW XX/7 con riconoscenza
AR.G.



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